Una nuova risorsa deve essere messa nella condizione di diventare autonoma e intraprendente

E se poi una risorsa nel cercare di essere autonoma e propositiva fa un errore? Ci sono imprenditori che hanno la tendenza ad accentrare tutto su se stessi, proprio per paura che gli altri sbaglino. Ebbene, una nuova risorsa sbaglierà eccome! Perché tutti sbagliamo, anche noi imprenditori con una lunga esperienza alle spalle.

Sono saltati tutti gli schemi

La crisi delle materie prime è rimasta e continua a essere alla base di tanti guai per noi produttori, ma non è più un fattore straordinario. È diventato qualcosa che ormai fa parte della routine quotidiana. È una condizione di cui inevitabilmente si deve tener conto, seppur nella consapevolezza che stravolgerà tutto il resto.

I robot collaborativi nelle fabbriche

Un robot industriale di tipo tradizionale è – secondo gli standard ISO – un robot multifunzione e riprogrammabile. Ma poi nella pratica non è così e in genere nasce e muore svolgendo la stessa funzione. La robotica collaborativa, al contrario, nasce per massimizzare la facilità d'uso e di riprogrammazione. Ed è proprio su questo asse che vince rispetto alla robotica tradizionale. Ne abbiamo parlato con il professor Andrea Zanchettin del Politecnico di Milano.

Noi italiani siamo tendenzialmente abituati a piangerci addosso

Ma chi sostiene che negli altri paesi si stia meglio è, secondo me, qualcuno che non ha viaggiato abbastanza, che lo ha fatto senza guardarsi realmente intorno, o che non ha le idee ben chiare. Ci si può trasferire in un altro paese e viverci benissimo. Questo è indubbio. Ma tutt'altro discorso è che negli altri stati sia tutto positivo e da tutto negativo.

Qualcuno pensa che sia matto ad assumere in questo periodo. Magari ha ragione. O forse no

Io credo che un imprenditore debba sempre operare con una certa dose di incoscienza, perché se la ragione prevale sempre, allora si finisce per non fare mai scelte fondamentali. L'azienda che oggi ha coraggio, incoscienza, capacità, visione o comunque un mix di tutti questi fattori, si trova sì in un momento difficile, ma anche in un momento in cui si aprono anche delle possibilità di tipo diverso

Luca Uberti è il nuovo responsabile commerciale di MICROingranaggi

Una decisione nata da un'opportunità, ma che si presenta come un altro salto di qualità. Non solo nell'ottica di offrire un'attenzione al cliente più efficace ed efficiente, ma anche in quella di muoversi – sempre di più – nella direzione del motion control. Stefano Garavaglia: “Luca Uberti ha una formazione tecnica complementare a quella dei nostri tecnici attuali e, in un'azienda come la nostra che vuole puntare sempre di più sulla meccatronica, non può che essere un significativo vantaggio competitivo”.

Il problema da porsi non è tanto cosa fare adesso. Il pensiero dovrebbe essere cosa fare dopo

Dobbiamo avere un po' di fiducia e di positività e pensare che non sta finendo il mondo e che magari – neppure fra troppo tempo – si riesca a venirne fuori. Ciò significa che, arrivati a quel punto, se avrò già una strategia ben delineata, allora avrò davvero già messo le basi per ripartire. E appena la ripresa ci sarà (perché prima o o poi accadrà), allora sarò più rapido dei miei competitor.

Ogni tipo di lavoro proposto, ogni commessa, e ogni cliente dovrebbero essere valutati sul lungo periodo

Per come la vedo io un cliente nuovo che dà tanto valore aggiunto deve essere valutato attentamente e, piuttosto, inserito al posto di qualcun altro che magari in quel determinato momento consente di marginare di più, ma non offre possibilità di crescita, un futuro, o che lavora in un settore merceologico destinato a decrescere.