In quale direzione sta andando, secondo me, il settore degli ingranaggi

L’ingranaggio del futuro dovrà essere ancora più piccolo, più leggero, più efficiente, a basso assorbimento energetico e, naturalmente, di una qualità sempre più elevata

In più occasioni – di recente – mi è stato chiesto come, secondo me, è cambiata la produzione degli ingranaggi e, soprattutto, come sarà l’ingranaggio del futuro.
Un argomento ampio e complesso su cui, come penso possiate immaginare, mi trovo a riflettere frequentemente. In parte per passione, ma soprattutto nell’ottica di definire e delineare la strategia di crescita più opportuna per una realtà come MICROingranaggi.
Ho deciso di dedicare un post a questo tema per condividere le mie riflessioni e perché mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni in proposito.

Partiamo dal ciclo produttivo.
Che siano cambiate tantissimo le tecnologie utilizzate nella produzione degli ingranaggi non è una novità.

Oggi assistiamo a una continua rincorsa verso il limite massimo delle macchine – che devono essere sempre più veloci, flessibili, multitasking, automatizzate e precise – ma anche degli azionamenti elettronici, degli utensili, dei lubrificanti e via dicendo,

così da permettere a noi produttori di assecondare le richieste di un mercato sempre più esigente, che pretende consegne in tempi record, prodotti di qualità sempre più elevata, a fronte – neanche a dirlo – di costi contenuti.
Pensate per esempio ad alcune tecnologie di recente sviluppo come lo skiving e il power skiving che, se abbinate a macchinari multitasking, diventano innovazioni che modificano radicalmente i processi produttivi degli ingranaggi.

Quindi un processo evolutivo tecnologico c’è e continua a esserci, ma ciò che ritengo più importante in questo momento è tutto ciò che riguarda i temi legati a Industry 4.0,

vale a dire quello che riguarda l’integrazione della fabbrica (intesa come stabilimento produttivo) con i sistemi gestionali dell’azienda, così da poter avere un controllo di gestione totale. Ed è infatti proprio in questo ambito che si sono focalizzati i nostri investimenti più recenti.

Vedo che molte realtà italiane si stanno effettivamente muovendo in questa direzione, anche se non credo che i concetti di interconnessione e controllo di gestione totale si siano radicati come avrebbero dovuto nella mentalità della gran parte degli imprenditori.

L’ingranaggio del futuro invece dovrà – a parer mio – essere ancora più piccolo, più leggero, più efficiente, a basso assorbimento energetico e, naturalmente, di una qualità sempre più elevata,

così da poter ridurre ulteriormente il rumore di funzionamento ed essere utilizzato in applicazioni che richiedono un notevole livello di silenziosità. Esigenza che ormai vediamo nella gran parte dei settori industriali.

Due discorsi a parte andrebbero infine fatti a proposito dei nuovi materiali con le relative normative di riferimento, e del comparto automotive, settore a noi molto caro e dove stiamo assistendo a grandi stravolgimenti che inevitabilmente si ripercuotono anche su chi produce ingranaggi.
In entrambi i casi si tratta di argomenti decisamente ampi e che quindi meritano un post a sé. Perciò ne riparleremo più approfonditamente nelle prossime settimane!

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