In genere non parliamo di MICROingranaggi sul MICROjournal, ma ho deciso di farlo prima di salutarvi per la pausa estiva perché sento tanti imprenditori lamentarsi che le cose vanno male. Non voglio certo dire che i tempi siano facili. Ma – per quello che è il nostro modo di pensare –
preferiamo concentrarci su cosa si può fare, piuttosto che su cosa non va.
Parto dai nostri numeri. Le previsioni MICROingranaggi di quest’anno sono superiori a quelle del 2025, ma soprattutto abbiamo una buona visibilità sul medio periodo perché il portafoglio ordini per l’anno prossimo è già piuttosto alto.
Ne siamo soddisfatti, certo. Ma quello che credo sia importante sottolineare è che non ci siamo arrivati per caso: un po’ di fortuna, magari, l’abbiamo avuta, ma pensiamo che tanto dipenda da scelte precise fatte negli anni passati.
Qualche anno fa, per esempio, abbiamo deciso di puntare su aerospace, difesa e robotica umanoide. E lo abbiamo fatto quando non era ancora così chiaro che sarebbero stati proprio questi settori a reggere.
Lo abbiamo fatto in maniera decisa, ma non sprovveduta: provando, investendo e rischiando in prima persona. Perché muoversi in anticipo aumenta le incognite, e buona parte di quel rischio resta sulle tue spalle.
Ma il punto è proprio questo.
Abbiamo sempre pensato che, per farsi trovare pronti al momento giusto, ci si dovesse muovere in anticipo, prima degli altri. Naturalmente correndo qualche rischio.
E se guardiamo i grafici del fatturato di MICROingranaggi nel corso della storia, questo modo di ragionare si vede bene. C’è infatti un andamento che si ripete da parecchio tempo e che non è casuale (fanno eccezione solo gli anni di crisi globale, in cui il rallentamento è fisiologico). Tre o quattro anni di rincorsa, poi un momento di crescita, poi un periodo di assestamento. Una crescita a gradini, insomma. Dove gli anni più “piatti” non sono tempo perso, ma la fisiologica preparazione al gradino successivo.
La ragione è semplice.
Si cresce acquistando macchine, integrando persone, facendo R&D e investendo in azioni di marketing strutturate. Ma le macchine nuove, all’inizio, devono entrare a regime; il personale va formato; l’R&D ha bisogno dei suoi tempi; e anche il marketing deve consolidarsi prima che si vedano i risultati.
Così, sul piano della redditività, il salto non è mai grande e rapido come si vorrebbe perché il fatturato aumenta, ma aumentano anche le spese.
Il ritorno, semplicemente, non è immediato: arriva dopo. Ma arriva.
Buona estate a tutti!