Cosa succederebbe se Amazon entrasse nel settore della componentistica meccanica?

Avete mai piuttosto seriamente pensato alla possibilità che Amazon possa entrare anche nel nostro settore? Lo chiedo perché

non molto tempo è iniziata a girare voce che il colosso di Seattle vorrebbe ampliare i propri orizzonti anche nella direzione della componentistica meccanica. E non solo alla vendita di prodotti standard, ma anche alla realizzazione di pezzi a disegno.

Sareste stupiti se effettivamente ciò accadesse? Io personalmente no, soprattutto se consideriamo che si tratta di un’impresa che ha dato il via alla sua attività con la vendita online di libri e che oggi, nel giro di poco più di vent’anni, è diventata la quarta azienda per valore economico al mondo, un marketplace specializzato nella vendita di quasi tutto e che ogni giorno spedisce 13,7 milioni di pacchi in tutto il pianeta.

Quindi, se questa è la sua strategia di crescita (vale a dire quella di tenere bassi i prezzi e rinviare i profitti al fine di fagocitare tutti i segmenti di mercato), perché mai – dico io – non dovrebbe allargarsi anche al settore della meccanica, se nessuno glielo impedisce?
Di utensileria, per esempio, già si occupa in parte. Non molto tempo fa mi è capitato di trovare proprio su Amazon un mandrino per un tornio che stavo cercando.

Quello che spaventa e che non piace è l’approccio al mercato tipico di Amazon. Ovvero:
1) individuazione di una nicchia di mercato sulla base dell’analisi dei dati;
2) attacco molto forte a livello commerciale per distruggere la concorrenza e imporre la propria predominanza.
3) Poi, solo in ultima istanza, instaurazione delle proprie politiche di prezzo.

Se così fosse quindi, il rischio davvero molto alto è che possa subentrare a imprese che hanno incentrato il proprio business sulla vendita (anche online) di componentistica meccanica ed elettromeccanica. In altre parole: o decide di acquisire tali imprese, oppure di eliminarle a livello concorrenziale nel giro di poco.
Anche perché, se Amazon aprisse davvero al segmento della componentistica meccanica, il mercato non potrebbe che beneficiarne, perché finirebbe per pagare meno la gran parte dei prodotti a fronte di un servizio pressoché impeccabile. Che poi altro non è che esattamente quello che accade negli altri settori che copre.

Quindi tutto è fattibile, tutto è possibile e

chi ci rimetterà di più saranno le grandi aziende che vendono a catalogo utensileria, componenti, attrezzature.

Quello che spero e penso è che una mossa in questa direzione di Amazon finirebbe per toccare poco aziende come MICROingranaggi, ovvero tutte quelle imprese molto specializzate nella realizzazione anche di micro serie e di prodotti molto specifici e customizzati per nicchie di mercato.

Mi piacerebbe conoscere il vostro punto di vista in proposito.

Stefano Garavaglia

È il CEO di MICROingranaggi, nonché l'anima dell'azienda.
Per Stefano un imprenditore deve avere le tre C: Cuore, Cervello, Costanza.
Cuore inteso come passione per quello che fa, istinto e rispetto per il prossimo. Cervello inteso come visione, come capacità a non farsi influenzare da situazioni negative. Costanza perché un imprenditore non deve mai mollare.

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