Buon anno e buona ripresa a tutti, tra progetti e buoni propositi

Buongiorno, buon anno e buona ripresa a tutti!

Come di consueto, riapriamo i cancelli di MICROingranaggi facendo un rapido bilancio su quello che è stato l’anno che si è appena concluso e sui nostri progetti per il 2019.

Il nostro 2018 ha visto un leggero calo del fatturato complessivo a fronte però di un incremento dell’utile.

Un ottimo risultato che ci rende particolarmente fieri e che dobbiamo, in larga parte, all’intenso lavoro di ottimizzazione delle risorse che stiamo portando avanti da alcuni anni e che ci ha permesso di comprendere con esattezza laddove erano gli sprechi, oltre che di individuare su quali codici i costi non erano aggiornati, diventando così inadeguati al prodotto venduto.

Alcune novità riguardano, ancora una volta, la sfera degli investimenti in ambito tecnologico (che nel 2018 hanno sfiorato circa il 12% del nostro fatturato).

Grazie al finanziamento che abbiamo ottenuto dal bando Al Via e alle agevolazioni derivanti dall’Iperammortamento, abbiamo integrato il nostro piano di investimenti 2018 con un nuovo tornio, il Biglia 438, modello multitorretta a fantina fissa rigido, compatto e veloce per la lavorazione combinata di tornitura, fresatura e foratura di pezzi di piccole dimensioni e con due magazzini automatici alti 7 metri e realizzati dall’emiliana Modula, che installeremo e renderemo operativi nel corso di quest’anno.

Il primo magazzino – particolarmente robusto e dotato di cassetti lunghi 4,5 metri e con portata di 750 kg./cad. – verrà destinato principalmente allo stoccaggio delle barre della materia prima. L’altro – con la stessa portata ma cassetti di 3,5 metri – verrà utilizzato per tutto il resto.
Una volta effettuato il passaggio dal vecchio magazzino a quelli nuovi (procedura che avverrà indicativamente alla fine di maggio), valuteremo se sarà necessario acquistarne un terzo, magari più piccolo, oppure se i due appena installati saranno sufficienti.

Svuotare il vecchio magazzino, smontarlo, montare quello nuovo e riempirlo riorganizzando la merce (con tutto ciò che comporta) saranno attività misurabili in settimane, oltre che candidate ad assorbire un notevole dispendio di energie: ci organizzeremo in modo da avere già pronta una sorta di “magazzino virtuale” che utilizzeremo come road map per l’effettivo spostamento della merce, così da arrivare al passaggio vero e proprio senza rischiare di fermare né rallentare la produzione.

E ora veniamo agli obiettivi che ci siamo prefissati per questo nuovo anno.
A livello generale sono portato a pensare che non abbia molto senso delineare strategie di espansione se poi non si è effettivamente pronti (da un punto di vista pratico soprattutto) per affrontarle. Detto ciò, quindi,

il nostro principale obiettivo per quest’anno è quello di toglierci definitivamente l’”abito” dell’azienda artigiana (che sentiamo stretto ormai da parecchio tempo) e trasformare definitivamente MICROingranaggi in una realtà più strutturata e, soprattutto, in grado di lavorare con chiunque e in qualsiasi posto nel mondo.

Per ora vi saluto, augurando buon lavoro a tutti!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti

Integrare la cultura del dato in azienda è molto più complesso di quanto sembri

Introdurre una cultura del dato in una realtà abituata a lavorare “a spanne” non significa soltanto inserire nuove competenze, ma ripensare processi, priorità e modalità decisionali. Il punto, quindi, non è raccogliere più dati, ma capire come farlo in modo sostenibile, tenendo conto di tempi, costi ed equilibrio operativo.

Non sempre ingranaggi perfetti sono sufficienti

Un riduttore può avere ingranaggi corretti dal punto di vista geometrico ma funzionare male se alberi e supporti non sono abbastanza rigidi. Questa è la ragione per cui questo aspetto deve essere affrontato già a partire dalla fase di progettazione.

Quando si parla di dati la sfida non è solo tecnica, ma anche una questione di linguaggio

Misurare i processi in azienda non è un semplice esercizio statistico, ma una sfida culturale che richiede una “lingua di mezzo” tra progettazione e produzione. E superare la paura del controllo e il ricorso ai “dipende” è il primo passo per trasformare il dato da strumento di giudizio a risorsa per il miglioramento continuo.