Tre film per l’estate

In questo blog mi sono trovato più volte a scrivere di libri e di letture utili e interessanti fatte negli anni. Ora mi piacerebbe parlare di cinema, perché penso che – esattamente come la letteratura – anche questa sia un’arte che lascia il segno e alcune pellicole che ho visto nel corso della vita mi hanno fatto riflettere e in qualche modo mi sono poi tornate utili anche in ambito professionale.
Detto questo, sono talmente tanti i film che hanno fatto la storia del cinema che risulta difficile fare una selezione. Soprattutto perché si tratta in parte anche di una scelta dettata dal momento. Ve ne propongo comunque tre, profondamente diversi gli uni dagli altri.

Parto da Django Unchained, un film del 2012 scritto e diretto da Quentin Tarantino incentrato sui temi della schiavitù e del razzismo, raccontati da un punto di vista particolare.
Ambientata nel sud degli Stati Uniti del 1858, la storia racconta del viaggio del cacciatore di teste di origine tedesca King Schultz (Christoph Waltz) e dello schiavo liberato Django (Jamie Foxx) attraverso l’America delle piantagioni e degli orrori razzisti alla ricerca dei criminali in fuga e della moglie di Django, Broomhilda, venduta come schiava a qualche possidente negriero. Un film dedicato non solo a razzismo e schiavitù quindi, ma anche alla crudeltà fine a se stessa e alla sofferenza umana. A cui si aggiunta però anche al riscatto del più debole ‘alla maniera di Quentin Tarantino’: plateale, cruenta, ma – dato il tema della pellicola – in un certo senso anche liberatoria.

Poi – cambiando genere – passo a Catch Me If You Can (Prova a prendermi) di Steven Spielberg (2001). Il protagonista è il mago della truffa Frank W. Abagnale Jr (Leonardo di Caprio) specializzato nell’assumere false identità a cui l’agente dell’FBI Carl Hanratty (Tom Hanks) dà la caccia.
Ve lo consiglio perché è interessante ammirare l’ingegnosità e l’abilità del protagonista che, pur essendo un personaggio che vive nell’illegalità, ha continuamente nuove idee nelle quali si butta a capofitto con determinazione e fiducia. Doti che a mio avviso sono molto importanti nella vita professionale che ci mette continuamente di fronte a nuove sfide.

Il terzo film di cui voglio parlare, infine, è Her (Lei), un film curioso di Spike Jonze del 2013 che ha vinto tra le altre cose anche l’Oscar per la “Miglior sceneggiatura originale” e che è dedicato al tema dell’intelligenza artificiale. Non vi propongo questa pellicola tanto per la trama in sé (la storia d’amore tra un uomo e il sistema operativo appena installato sul computer di casa), quanto piuttosto per il tema trattato che è certamente molto attuale: quello della tecnologia e degli effetti che ha sul mondo in cui viviamo; una tecnologia capace di creare legami, ma al tempo stesso di isolare le persone. Un argomento che fa riflettere dato il ruolo sempre più preponderante che le tecnologie (digitali e non) stanno avendo sulle nostre vite.

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