Proprio in queste settimane abbiamo chiuso il bilancio del 2013 e, anche se forse non si è trattato di un’annata entusiasmante, devo dire che non ci possiamo lamentare, soprattutto se si considera il difficile momento storico ed economico che il mondo intero sta tutt’ora attraversando. Il fatturato 2013 di MICROingranaggi è cresciuto del 5%, passando dai 4.988.000 di euro del 2012 ai 5.237.000 dello scorso anno.
Si tratta di un fatturato composto essenzialmente da commesse di clienti italiani, anche se negli ultimi anni abbiamo notato una crescita esponenziale della percentuale dei ricavi derivanti dalle vendite all’estero (in Germania soprattutto). A questo va aggiunta un’altra interessante considerazione. I nostri componenti diventano parte di prodotti che vengono in larga misura esportati: la percentuale di export dei nostri principali clienti diretti, infatti, va dal 50% al 90%. Tutti segnali evidenti di un mercato, quello italiano, ancora in forte sofferenza. E questo inevitabilmente si ripercuote anche sul nostro fatturato, cresciuto solo del 5% a differenza dei nostri standard pre-crisi che, invece, si attestavano su un incremento a due cifre.
In linea generale si tratta, a mio avviso, di una situazione abbastanza preoccupante, proprio perché le aziende italiane che non sono riuscite a reagire in maniera sufficiente alla crisi oggi si trovano ancora più in difficoltà. Mi riferisco soprattutto agli utili minimi e all’alto indebitamento che ancora oggi le caratterizza, non consentendo loro di intraprendere la strada delle ristrutturazioni e, ancor meno, dei grandi investimenti.

Ma torniamo a noi. Il 2013 è stato per MICROingranaggi un’annata importante anche dal punto di vista degli investimenti, a partire dall’ampliamento della nostra sede con un’area interna di 700 metri quadrati, totalmente destinata al reparto produttivo. Abbiamo spostato buona parte dei macchinari e creato sia una nuova sala metrologica, sia una nuova area magazzino. E i nostri sforzi sono stati premiati, perché già oggi ci rendiamo conto che questa migliore e più razionale organizzazione degli spazi ha fatto sentire immediatamente i benefici.
Per ottimizzare i costi di produzione e ridurre gli sprechi, inoltre, abbiamo deciso di adottare un nuovo software gestionale. Un’organizzazione più snella delle risorse ci permette infatti di rispondere in maniera ancora più efficace alle richieste dei clienti che, sempre più spesso, ci chiedono di lavorare in kanban, un metodo che presuppone organizzazione e capacità finanziaria. Due requisiti che, a differenza nostra, non tutti i fornitori hanno.
È del 2013, infine, anche l’acquisto della macchina di misura automatica Contura G2 di Zeiss di cui abbiamo parlato la settimana scorsa.
Facendo un bilancio possiamo dire, in linea generale, che tra immobili e macchinari MICROingranaggi investe ogni anno quasi il 10% del fatturato, destinandone la maggior parte all’acquisto di nuove attrezzature, o alla sostituzione di vecchi macchinari con nuovi impianti tecnologicamente più avanzati e performanti. Senza dimenticare che buona parte degli investimenti viene puntualmente allocata per migliorare le condizioni di lavoro e la sicurezza dei nostri operatori.

Stefano Garavaglia

È il CEO di MICROingranaggi, nonché l'anima dell'azienda.
Per Stefano un imprenditore deve avere le tre C: Cuore, Cervello, Costanza.
Cuore inteso come passione per quello che fa, istinto e rispetto per il prossimo. Cervello inteso come visione, come capacità a non farsi influenzare da situazioni negative. Costanza perché un imprenditore non deve mai mollare.

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