Un pensiero positivo per ripartire

Un po’ di fortuna di sicuro non guasta. Ma certo è che da sola non basta: serve costanza, la capacità di cogliere i segnali giusti, la volontà di correre qualche rischio. Ma, soprattutto, serve la determinazione a non restare mai fermi.

Buongiorno a tutti e bentornati!

Vorrei riprendere subito con un tema a noi molto caro: quello del miglioramento continuo. Perché ogni azienda, se vuole restare viva, deve trovare il coraggio di guardare avanti, di investire, di migliorarsi.
Certo, non sempre è semplice: ci sono momenti in cui sembra tutto più favorevole e altri in cui le condizioni sembrano più complesse. Ma, per come la vediamo noi,

fermarsi non è mai un’opzione.
Investire significa scegliere, stabilire priorità, correre qualche rischio. Significa credere che ogni passo avanti – grande o piccolo che sia – possa fare la differenza.

Vi faccio un esempio pratico che ci riguarda direttamente.
All’inizio di quest’anno – come alcuni di voi forse ricorderanno – abbiamo trasferito e reso operativo al 100% il nuovo reparto di assemblaggio nei nostri spazi di Assago. Da alcuni mesi lavora ormai a pieno regime e, da un primo bilancio, possiamo dire che quella decisione si è rivelata strategica.
Facile dirlo col senno di poi, alcuni potrebbero pensare. Ma il punto è un altro.

Se avessimo aspettato di avere “la certezza assoluta” che l’investimento sarebbe stato ripagato, difficilmente ci saremmo mossi in quella direzione.

Spostare e ampliare un reparto di questo genere significava, infatti, sostenere un impegno economico importante, riorganizzare flussi e processi interni, mettere in discussione abitudini consolidate e, soprattutto, assumersi il rischio di farlo senza avere la garanzia immediata di un ritorno.

Il fatto è, però, che se non avessimo fatto quella scelta, oggi probabilmente non saremmo nelle condizioni di poter gestire una commessa grande e impegnativa che abbiamo acquisito recentemente e che terrà il nuovo reparto occupato per molti dei prossimi mesi. Se fosse arrivata anche solo due anni fa, infatti, avremmo dovuto rinunciare, perché non eravamo sufficientemente strutturati e organizzati.

Quello che vi sto facendo, naturalmente, è solo un esempio, ma penso che ben rappresenti il nostro modo di affrontare le cose.
Abbiamo scelto di fare quel passo non a cuor leggero, bensì spinti da anni di lavoro sullo sviluppo della fornitura di gruppi completi assemblati, e dalla consapevolezza che gli spazi precedenti erano ormai troppo sacrificati. Dopo appena un mese dall’avvio, è arrivato un ordine significativo, della durata di un anno e mezzo.

Fortuna? Forse. E magari in parte anche. Ma non solo.
Perché

la fortuna da sola non basta: serve costanza, la capacità di cogliere i segnali giusti, la volontà di correre qualche rischio. Ma, soprattutto, serve la determinazione a non restare mai fermi.

È questo l’aspetto più importante: lo spirito con cui si affrontano le scelte.
Muoversi nella direzione giusta, alimentare le decisioni prese con convinzione, restare propositivi e non farsi prendere dallo sconforto.

Buona ripresa e buon lavoro!

Stefano Garavaglia

È il CEO di MICROingranaggi, nonché l'anima dell'azienda.
Per Stefano un imprenditore deve avere le tre C: Cuore, Cervello, Costanza.
Cuore inteso come passione per quello che fa, istinto e rispetto per il prossimo. Cervello inteso come visione, come capacità a non farsi influenzare da situazioni negative. Costanza perché un imprenditore non deve mai mollare.

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