Sono d’accordo con chi dice che non è possibile bloccare all’infinito i licenziamenti

Sono d’accordo con chi dice che non è possibile bloccare all’infinito i licenziamenti. Meglio impiegare le risorse economiche destinate alla cassa integrazione in strategie a lunga scadenza come lo sviluppo di piani di riqualificazione delle risorse.

Non voglio parlare di politica. Non lo faccio mai e non ho intenzione di farlo neppure ora.
Parlo però da imprenditore che negli ultimi mesi ha dovuto gestire (imprenditorialmente parlando) l’emergenza sanitaria.
Bene, da imprenditore mi sento di dire che sono allineato con il pensiero di Mario Draghi e di Marco Bonometti quando dicono che

non è possibile prorogare sine die il blocco dei licenziamenti.

Sono assolutamente consapevole di quanto possa essere difficile, se non addirittura drammatico, perdere un posto di lavoro oggi. Vero è anche però che una cassa integrazione a lungo termine non può essere la soluzione. Può servire a dare un sollievo temporaneo alle aziende in difficoltà così come ai lavoratori, questo sì, ma non è la strategia per uscire da una crisi di questa entità.
Senza contare che parliamo di un Paese, l’Italia, già sufficientemente indebitato e che non può permettersi di sostenere all’infinito una spesa così consistente come quella della cassa integrazione.

Una volta si diceva che supportare le popolazioni povere dell’Africa dando loro da mangiare è un bellissimo gesto. Verissimo, ma il problema è che oltre a oggi avranno fame anche domani e dopodomani ancora. Allora forse è meglio costruire dei pozzi per l’acqua e insegnare alle persone a coltivare la terra. All’inizio sarà sicuramente più faticoso, ma a lungo andare probabilmente permetterebbe di risolvere il problema.

Ecco, il discorso del prolungamento all’infinito della cassa integrazione non mi sembra molto lontano. Permette di “dare da mangiare oggi e forse domani”, ma poi?
E allora

non è meglio impiegare le risorse economiche oggi destinate alla cassa integrazione in strategie a lunga scadenza come lo sviluppo e la concretizzazione di piani di riqualificazione delle risorse?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti

Non sempre ingranaggi perfetti sono sufficienti

Un riduttore può avere ingranaggi corretti dal punto di vista geometrico ma funzionare male se alberi e supporti non sono abbastanza rigidi. Questa è la ragione per cui questo aspetto deve essere affrontato già a partire dalla fase di progettazione.

Quando si parla di dati la sfida non è solo tecnica, ma anche una questione di linguaggio

Misurare i processi in azienda non è un semplice esercizio statistico, ma una sfida culturale che richiede una “lingua di mezzo” tra progettazione e produzione. E superare la paura del controllo e il ricorso ai “dipende” è il primo passo per trasformare il dato da strumento di giudizio a risorsa per il miglioramento continuo.

L’impatto degli errori geometrici nei micro-ingranaggi

Quando parliamo di ingranaggi piccoli o piccolissimi l’errore più “pericoloso” non è quasi mai quello dimensionale, bensì quello legato alla forma reale del dente e alla sua posizione nello spazio. Vediamo perché