Oggi la dimensione contenuta e il clima familiare sono tra i punti di forza di MICROingranaggi. Ma la crescita, per quanto auspicabile, porta con sé persone nuove, abitudini diverse e culture che non sempre si allineano a quella esistente. Ed è proprio lì che si gioca la partita più delicata.
Oggi la dimensione contenuta e il clima familiare sono tra i punti di forza di MICROingranaggi. Ma la crescita, per quanto auspicabile, porta con sé persone nuove, abitudini diverse e culture che non sempre si allineano a quella esistente. Ed è proprio lì che si gioca la partita più delicata.
Oggi MICROlab interviene dove manca una struttura. Costruisce strumenti, definisce processi, introduce indicatori. E poi lascia al reparto la possibilità di gestire autonomamente quel sistema.
Quando in un disegno tecnico mancano dati fondamentali, la sua interpretazione diventa a discrezione di chi lo legge. Con la conseguenza che il pezzo acquistato e fatto produrre possa poi rivelarsi non idoneo all’applicazione per cui era stato richiesto.
Recentemente mi sono trovato a riflettere su una questione. Conviene che progettazione e produzione vengano demandate a una stessa entità, oppure è meglio tenerle separate?
Avete mai sentito parlare di fabbrica 4.0? Molti la definiscono la quarta rivoluzione industriale, perché nasce dalla sostanziale necessità di far fronte sia alla crisi economica che alla radicale trasformazione del mondo dei consumi.
Uno dei più difficili compiti di un progettista è quello di attribuire e indicare a disegno il grado di qualità che l’ingranaggio deve avere. Se non lo fa, il costruttore non ha vincoli costruttivi, di controllo e di responsabilità su quanto prodotto. La qualità, infatti, non è contestabile quando non viene specificata e richiesta…
Un mercato che da tempo mi incuriosisce parecchio è quello cinese, ma devo ammettere di non conoscerlo molto bene. MICROingranaggi vende in Cina, ma il nostro cliente in realtà è un’azienda americana.