Il boicottaggio totale e indiscriminato del gasolio sta facendo danni notevoli all’economia

Qualche mese fa Bosch ha annunciato 620 esuberi (quindi circa un terzo dei dipendenti) nello stabilimento di Modugno (Bari), specializzato nella produzione di pompe per sistemi common rail. Causa principale il Dieselgate con tutto ciò che ne è conseguito.
Una parte del personale Bosch potrebbe essere riconvertita all’elettrico, e quindi alla divisione dell’azienda che si occupa di motori per e-bike (campo in cui Bosch è tra i leader), ma tale riconversione richiederà molto tempo (parliamo di una decina di anni per processi produttivi, macchinari e persone) oltre che notevoli investimenti.

Quello di Bosch è solo un esempio da cui sono voluto partire per collegarmi agli argomenti di cui abbiamo parlato nelle ultime settimane: l’auto elettrica e la possibile nuova grande crisi economica. Due temi che – secondo me – sono profondamente legati fra loro.

Mi spiego meglio. Qualcuno di voi ha commentato il mio post sull’elettrico scrivendo che ci vorrà molto molto tempo ancora prima che si possa assistere a un’ampia diffusione di autovetture elettriche in Italia. Un’affermazione questa, che mi trova pienamente d’accordo per innumerevoli ragioni, prime fra tutte, come scrivevo, l’elevato costo delle batterie (che, tra l’altro hanno ancora una scarsa autonomia) e la carenza di energia elettrica derivante da fonti rinnovabili (questione su cui dovrebbe intervenire prima di tutto il Governo con un piano energetico dedicato).

E quindi arrivo al punto.

Io penso che la grande campagna contro i motori diesel, iniziata con lo scandalo dei dati truccati sulle emissioni in Europa e negli Usa e che non sembra volersi fermare, in favore di un comparto – quello dell’auto elettrica – che fatica a decollare stia facendo danni non indifferenti all’economia.

Danni che, oltretutto, sono ingiustificati perché i motori diesel moderni hanno delle emissioni molto basse. Oggi infatti un buon motore diesel inquina meno di un equivalente a benzina, mentre le vetture ibride sono risultate migliori solo se usate in città, perché sui percorsi extraurbani inquinano quanto un’auto a benzina.

Quindi un conto sarebbe il boicottaggio dei motori diesel datati, ma tutt’altro discorso è fare una campagna generica contro i motori diesel, di fatto obbligando il cittadino privato a cambiare auto ogni cinque anni.
Anche perché se parliamo di inquinamento dovuto al trasporto, allora dovremmo necessariamente includere anche i mezzi pubblici, gli aerei, le navi e via dicendo…!

Voi cosa ne pensate?

Stefano Garavaglia

È il CEO di MICROingranaggi, nonché l'anima dell'azienda.
Per Stefano un imprenditore deve avere le tre C: Cuore, Cervello, Costanza.
Cuore inteso come passione per quello che fa, istinto e rispetto per il prossimo. Cervello inteso come visione, come capacità a non farsi influenzare da situazioni negative. Costanza perché un imprenditore non deve mai mollare.

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