Controllo qualità: vantaggi e svantaggi di una macchina dedicata o di utilizzo flessibile

Ogni tanto torno a parlare di controllo qualità. La domanda che vorrei porvi oggi è questa: vi siete mai chiesti se sia meglio investire in una macchina dedicata oppure in una di utilizzo flessibile? Io sì e per questo ho deciso di dedicare un post all’argomento, anche perché – come spesso accade quando si parla di industria meccanica – la risposta non è mai bianco o nero. Ma partiamo dall’inizio…

Generalmente il desiderio dell’imprenditore che deve investire in macchinari e tecnologie è sempre quello di farlo in strumenti flessibili, in grado cioè di svolgere più di una funzione. Se parliamo di controllo qualità, quindi, parliamo di una apparecchiatura ibrida, ovvero in grado di effettuare misurazioni sia utilizzando la tecnologia ottica (che misura il pezzo attraverso la messa a fuoco delle varie parti) sia quella a contatto, che usando un tastatore va a toccare i vari punti del pezzo acquisendone le reali dimensioni.
Ci sono alcuni casi – e la micromeccanica di precisione è uno di questi – in cui le macchine di misura utilizzate sono così sofisticate da far sì che sia difficile scendere a un compromesso. Ecco perché mi sento di dire che sulle apparecchiature ibride sono piuttosto critico.

Mi spiego meglio. Da un lato una strumentazione flessibile può rappresentare un vantaggio perché – com’è facile immaginare – con una sola macchina è possibile effettuare entrambi i tipi di misurazione. Questo diventa essenziale nel momento in cui ci si trova di fronte a determinati pezzi meccanici caratterizzati sia da quote estremamente piccole, che sarebbe meglio misurare otticamente, sia da quote più grandi che invece sarebbe meglio misurare usando la tecnologia a contatto. In casi come questi un’apparecchiatura ibrida rappresenta un risparmio non solo per il costo della strumentazione in sé, ma anche per quello del personale specializzato dedicato. Dall’altro lato, però, tale scelta ci pone di fronte ad alcuni limiti che non possono essere ignorati: mi riferisco in primis a quelli dimensionali.
Questa è anche la ragione per cui le case produttrici più importanti tendono a realizzare macchine dedicate a una tecnologia oppure all’altra, riservandosi comunque – per scopi quasi prevalentemente commerciali – la possibilità di vendere ugualmente apparecchiature ibride.

Quindi, tornando alla domanda iniziale: meglio investire in una macchina dedicata oppure in una di utilizzo flessibile?

Io sono per la qualità che non debba scendere a compromessi e pertanto sono più propenso nello scegliere una macchina in grado di raggiungere il livello massimo possibile in quello che deve fare. Parlando di controllo qualità, quindi, io penso sia meglio optare per un’apparecchiatura dedicata.

Questa però è una personalissima opinione. Pertanto giro a voi la domanda: macchina dedicata o di utilizzo flessibile per il controllo qualità?

Stefano Garavaglia

È il CEO di MICROingranaggi, nonché l'anima dell'azienda.
Per Stefano un imprenditore deve avere le tre C: Cuore, Cervello, Costanza.
Cuore inteso come passione per quello che fa, istinto e rispetto per il prossimo. Cervello inteso come visione, come capacità a non farsi influenzare da situazioni negative. Costanza perché un imprenditore non deve mai mollare.

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