Buone regole per un buon inizio

Buongiorno e buon rientro a tutti!
Parto subito da una domanda: un cliente potenziale vi propone una commessa importante, chiedendovi però di produrre e consegnare la merce nella metà esatta del tempo che ritenete necessario. Cosa fate?

Lo chiedo perché non molto tempo prima della chiusura estiva in MICROingranaggi è accaduto qualcosa di analogo. Siamo stati contattati da un’azienda per un lavoro molto molto interessante a cui purtroppo abbiamo dovuto rinunciare perché la data di consegna richiesta era eccessivamente ravvicinata per riuscire a svolgere e portare a termine il lavoro. Un vero peccato, questo è indubbio.

Il fatto è che scenari come questo ormai si presentano piuttosto frequentemente e, a volte, prendere decisioni scomode – come in questo caso rifiutare una commessa interessantediventa necessario.

Le persone dimenticano con che velocità hai fatto un lavoro, ma ricordano perfettamente quanto bene lo hai fatto…

…ha detto una volta Howard W. Newton. Una considerazione che, a mio avviso, è fondamentale.

Io credo che non valga la pena di rinunciare a fare bene un lavoro unicamente per poter rispettare le tempistiche dettate dal cliente che, per quella che è la nostra esperienza, sappiamo essere eccessivamente ristrette. Neppure per poter prendere una commessa in più se stiamo attraversando un periodo di difficoltà. Piuttosto – anche se con rammarico – penso sia meglio rifiutare il lavoro.

L’alternativa – messa purtroppo in pratica da alcune imprese – è quella di accettare le tempistiche richieste, pur sapendo di non poterle rispettare. Tanto poi, strada facendo (e magari adducendo qualche scusa poco plausibile), si “tira tardi”, riportando la data di consegna a quella che era realmente necessaria nonostante il volere del cliente. Si tratta però di una pratica che a mio avviso è poco onesta.

L’altra questione fondamentale – e mi riferisco soprattutto al settore della micromeccanica di precisione che per ovvie ragioni conosco bene – è che

il più delle volte i termini “bene” e in “fretta” nella stessa frase non possono coesistere: per far bene un lavoro occorre infatti il tempo necessario, stabilito da chi ha esperienza e competenza in proposito.

Quindi, se fossi dalla parte di un’azienda cliente, dubiterei di chi propone lavori fatti bene in poco tempo. Questo indipendentemente dalla dimensione della realtà a cui mi sto rivolgendo. A un’impresa più grande e strutturata infatti dovrebbe, a logica, corrispondere una clientela commisurata e quindi il tempo a disposizione dovrebbe sempre essere correlato…

Cosa ne pensate?

Stefano Garavaglia

È il CEO di MICROingranaggi, nonché l'anima dell'azienda.
Per Stefano un imprenditore deve avere le tre C: Cuore, Cervello, Costanza.
Cuore inteso come passione per quello che fa, istinto e rispetto per il prossimo. Cervello inteso come visione, come capacità a non farsi influenzare da situazioni negative. Costanza perché un imprenditore non deve mai mollare.

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