Cosa intendiamo per miglioramento continuo

Nella nostra visione ogni azienda dovrebbe adattare costantemente il proprio metodo di lavoro alle mutevoli condizioni circostanti. E, nel farlo, dovrebbe porsi un obiettivo ben preciso: migliorare la situazione iniziale da cui era partita.

Oggi si parla molto di miglioramento continuo, facendo – a mio avviso – riferimento a dei concetti piuttosto astratti, che finiscono per apparire quasi “vuoti”. Voglio pertanto riprendere questo tema perché, secondo me, dovrebbe essere snaturato da visioni ideologiche e vi spiego cosa intendo.

Di recente ho letto una interessante intervista a un astrofisico che – tra le varie considerazioni – diceva che nella materia non vi è nulla di fisso, nulla di statico, perché quello che c’è in questo momento, è già cambiato l’istante successivo.

Ebbene, esattamente come nel caso della materia,

anche un’azienda – intesa come organismo composto di persone e beni, diretto al raggiungimento di un fine economico – è in continuo divenire e pertanto non può avere un metodo di lavoro statico.

Fattori infatti come la materia prima utilizzata, i clienti, le condizioni ambientali e via dicendo sono sempre diversi, mutano in corso d’opera.

L’azienda in questione deve pertanto adattare costantemente il proprio metodo di lavoro alle mutevoli condizioni circostanti, ma nel farlo deve porsi un obiettivo ben preciso: migliorare la situazione iniziale da cui era partita.

Ecco,

il miglioramento continuo, secondo me, è esattamente questo.

Vi faccio un esempio pratico.
Quando un’azienda manifatturiera realizza un prodotto, in genere cerca di farlo puntando ai massimi standard tecnologici. Nel caso però in cui il prodotto in questione avesse già raggiunto tali standard, allora l’impresa – in un’ ottica di “miglioramento continuo” – potrebbe cercare di migliorare il processo produttivo, utilizzando meno risorse o privilegiando materiali riciclati, oppure potrebbe concentrarsi sul miglioramento della qualità della vita dei dipendenti.

Vorrei poi aggiungere un’altra considerazione.
Quando si parla di miglioramento continuo, è fondamentale tenere conto del reale effort, inteso in senso lato, necessario per raggiungere gli obiettivi che ci si è prefissati. È importante infatti capire che c’è un limite a tutto. Se per ottenere un modesto incremento dello 0,5% si devono investire ingenti somme di denaro, potrebbe non essere conveniente e rivelarsi più saggio destinare quei fondi ad altre iniziative.

In altre parole:

il concetto di miglioramento continuo deve essere affrontato con un approccio razionale, considerando l’impiego appropriato delle risorse, le condizioni ambientali, il lavoro e altri fattori. È un processo in cui un’azienda dovrebbe impegnarsi costantemente, valutandone efficacia e opportunità sulla base di circostanze specifiche.

Giuseppe Friscia

È il Responsabile del sistema di gestione di MICROingranaggi.
Per molto tempo ha lavorato presso organismi di parte terza nel mondo delle certificazioni. Poi, a un certo punto della sua carriera, ha deciso di cambiare, passando dall'essere auditor all'essere soggetto che sottopone un sistema di gestione aziendale alla valutazione di un terzo.
La sua missione consiste nel rendere quotidiano il concetto di qualità.

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