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Dal settore MICROnews Punto di vista

È ancora importante investire negli eventi fieristici?

Autunno e primavera sono le due stagioni in cui si concentrano il maggior numero di eventi fieristici del settore della meccanica (e non solo, ovviamente). Quello che vi domando è: visto e considerato il momento storico ed economico che stiamo vivendo, pensate che sia ancora utile investire in manifestazioni fieristiche, oppure no? Io tutto sommato credo di sì.
Qualche settimana c’è stata la EMO di Milano – evento mondiale dedicato all’industria costruttrice di macchine utensili, robot e automazione – e devo dire che le impressioni di chi ci è stato sono state molto buone, soprattutto perché c’era un ottimo clima, quasi di euforia. Credo che – dopo anni di crisi – il sentore collettivo sia che qualcosa finalmente si stia muovendo. E i dati elaborati dall’istituto econometrico internazionale Oxford Economics sembrano confermarlo, registrando un trend positivo destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni per il consumo mondiale di macchine utensili. E questo è senza dubbio un ottimo segnale anche per tutti i settori affini.

Mi auguro di trovare un’atmosfera analoga anche a Norimberga dove, dal 24 al 26 novembre, torneremo – per la terza volta – con uno stand a SPS IPC Drives, la storica manifestazione tedesca organizzata da Messe Frankfurt.
Il tema portante dell’edizione di quest’anno sarà l‘Industria 4.0: informatizzazione delle industrie tradizionali e Smart Factory, Internet of Things, cloud computing, e così via. Argomento interessante e molto attuale che speriamo e pensiamo possa contribuire a portare valore alla manifestazione.

Tornando quindi alla domanda che ponevo all’inizio del post, penso che in generale le fiere rappresentino ancora oggi una grande opportunità di visibilità, aggiornamento e confronto. Al tempo stesso, però sono anche sinonimo di costi piuttosto rilevanti, oltre che di impegno per l’azienda. Il tutto senza la garanzia di un ritorno economico nell’immediato. È inevitabile quindi che periodicamente si torni a riflettere non tanto sull’effettiva utilità di parteciparvi o meno, quanto piuttosto su come fare a scegliere a quali eventi prendere parte.

Qualche tempo fa, parlando di Hannover Messe e dei suoi 6mila espositori, scrivevo: “La mia impressione è quella che Hannover Messe, pur essendo un importante punto di riferimento per il settore della meccanica (e questo è innegabile!), sia diventata ultimamente una manifestazione un po’ troppo vasta […]“. E sottolineavo il fatto che quando una fiera è molto grande poi rischia di finire per essere un po’ troppo dispersiva.
Confermo quanto ho scritto in passato. Penso però che vada considerato anche un altro punto di vista, che per certi versi può apparire opposto.

Perché una manifestazione arriva a essere così grande? Probabilmente perché ospita un numero significativo di addetti ai lavori con la loro esperienza, i loro prodotti e le loro soluzioni, e – di conseguenza – raccoglie tante informazioni e opportunità, che possono poi tornare utili a ciascuno di noi. Se questa stessa fiera fosse molto più piccola e magari anche più verticalizzata certamente perderebbe parte di questa sua forza e diventerebbe un qualcosa di completamente diverso (più o meno utile a seconda dei casi).
Seguendo questa logica, credo che una manifestazione come SPS IPC Drives di Norimberga sia – per MICROingranaggi – un giusto compromesso: è un evento storico e di riferimento per il settore, ospita un numero non eccessivo di espositori (circa 1600 per l’edizione di quest’anno), è organizzata molto bene ed è concentrata in soli tre giorni. Certo i costi ci sono e l’impegno anche e pertanto, come negli anni passati, le aspettative sono tante. Sono però fiducioso che possa portare risultati interessanti…

Vi aspettiamo al padiglione 3, stand 172!

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