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Un’onda d’urto positiva, arrivata forte e rapida oltre ogni aspettativa

Abbiamo deciso di non bloccare gli investimenti in tecnologia e personale tecnico specializzato neppure nei mesi di forte incertezza e ora continuiamo nella medesima direzione. Il piano di investimenti per il biennio 2021-2022 è il più grande della storia di MICROingranaggi: quasi due milioni di euro.

Non lo faccio molto spesso, ma oggi vorrei parlare di noi. Vorrei dedicare il post a MICROingranaggi. E vorrei farlo perché, giunti alla fine del primo semestre di quest’anno, posso finalmente dire che stiamo vedendo una ripresa generalizzata e costante ormai da diversi mesi. Seppur con gradualità diverse. Perciò

le nostre previsioni per il futuro sono molto ottimistiche.

Io credo che le agevolazione per la 4.0, a cui ultimamente si sono aggiunte le detrazioni fiscali come credito d’imposta e gli incentivi sulle ristrutturazioni edili, abbiano dato una notevole spinta all’economia interna, che fortunatamente è coincisa con una forte richiesta di commesse dall’estero.

Nel nostro caso specifico abbiamo deciso di non bloccare gli investimenti in tecnologia e personale tecnico specializzato neppure nei mesi di forte incertezza e ora ci stanno permettendo di essere pronti a reggere questa onda d’urto positiva, che è arrivata forte e rapida oltre ogni aspettativa.

Il piano di investimenti per il biennio 2021-2022 è il più grande della storia di MICROingranaggi: quasi due milioni di euro.

Un grande aiuto è arrivato sicuramente dal credito d’imposta del piano transizione 4.0, a cui probabilmente riusciremo ad aggiungere l’agevolazione Sabatini, arrivando così a un risparmio di quasi il 60%.

I nuovi investimenti tecnologici sono destinati al terzo magazzino automatico, che stiamo finendo di installare proprio in queste settimane; a un nuovo impianto di lavaggio, che sarà operativo già nel mese di luglio; e a due dentatrici e due torni, che invece si aggiungeranno nel corso dei prossimi mesi.

L’impianto di lavaggio che abbiamo scelto è, ancora una volta, della padovana IFP. Si tratta – come nel caso del precedente – di un macchinario a circuito chiuso che usa la tecnologia degli ultrasuoni, impiega come solventi alcool modificati e utilizza il trattamento sottovuoto. L’unica differenza rispetto a quello che stiamo per dismettere è che ha una capacità produttiva più alta, grazie a due cestelli (invece di uno) e a un impianto di automazione per il carico e scarico, posizionato nella parte anteriore. Grazie a questo sistema, l’operatore addetto al carico e scarico sarà occupato meno tempo, senza contare che l’impianto potrà lavorare anche in non presidiato.

Le nuove dentatrici saranno, invece, della casa svizzera Monnier & Zahaner, mentre i due torni saranno uno Star SR32  (che pensiamo sia migliore del nostro precedente Star SR20 per il tipo di produzione di MICROingranaggi perché più flessibile) e un Miyano, che ci permetterà di fare un salto qualitativo non indifferente.

La nostra idea non è quella di aggiungere queste quattro nuove macchine al parco attuale, bensì di andare a sostituirle a impianti più datati. In parte per una ragione di spazio (il nostro stabilimento di Buccinasco è piuttosto ampio, ma non infinito), e in parte per la difficoltà che purtroppo continuiamo a riscontrare nel trovare personale tecnico specializzato.
Stiamo ancora valutando se mantenere o meno le nostre due vecchie dentatrici Lambert, perché potremmo destinarle unicamente alla campionatura. Una decisione che ci permetterebbe di sgravare completamente le altre macchine di serie da questa operazione, che comunque provoca un po’ di rallentamento. Una decisione che, però, non abbiamo ancora preso.

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