Sono saltati tutti gli schemi

La crisi delle materie prime è rimasta e continua a essere alla base di tanti guai per noi produttori, ma non è più un fattore straordinario. È diventato qualcosa che ormai fa parte della routine quotidiana. È una condizione di cui inevitabilmente si deve tener conto, seppur nella consapevolezza che stravolgerà tutto il resto.

Una delle macchine della nostra officina è occupata per il 75% del suo tempo per la produzione di un componente che verrà poi integrato a una soluzione più complessa applicata nei motor home.
Qualche tempo fa il cliente finale (ovvero il produttore di motor home) ha contattato tutta la catena di fornitori dicendo che avrebbe dovuto sospendere momentaneamente la lavorazione degli ordini a lui destinati. Nonostante tutta la sua produzione 2023 sia già stata venduta (con tanto di acconti dei clienti già versati), le aziende che avrebbero dovuto fornirgli i telai sono bloccate perché non hanno a disposizione l’acciaio necessario per costruirli a causa dell’ormai nota crisi delle materie prime. Come potete immaginare, non disponendo dei telai – parte strutturale del veicolo – il produttore non può costruire e consegnare i camper, trovandosi di conseguenza costretto a chiedere ai suoi fornitori di posticipare la consegna della merce da lui ordinata, onde evitare di avere il magazzino pieno di materiale che servirà solo più avanti.

Perché ve lo racconto? Ve lo racconto perché questo caso specifico rispecchia perfettamente la situazione generale di mercato che si è venuta a creare nelle ultime settimane. Situazione in cui inevitabilmente siamo finiti anche noi.
Stiamo infatti ricevendo così tanti ordini che siamo in una sorta di overbooking.
Overbooking che, da un lato, ci costringerà ad allungare notevolmente le consegne. E, dall’altro, ci porterà a chiedere ai nostri fornitori di posticipare la consegna di parte della merce a loro ordinata per la stessa ragione che spinge il produttore di motor home a fare lo stesso.

Chi mi conosce sa bene che non amo allungare le consegne, i nostri costanti investimenti in personale tecnico e macchinari sono lì a dimostrarlo, ma la situazione è davvero straordinaria.

La “consolazione” è che, se fino a qualche tempo fa i clienti non avrebbero mai accettato ritardi del genere – neppure per cause di forza maggiore come l’innegabile crisi delle materie prime – ora la situazione si è ribaltata.

Voglio dire che la crisi delle materie prime è rimasta e continua a essere alla base di tanti guai per noi produttori, ma non è più un fattore straordinario. È diventato qualcosa che ormai fa parte della routine quotidiana. È una condizione di cui inevitabilmente si deve tener conto, seppur nella consapevolezza che stravolgerà tutto il resto.

È un po’ come se fossero saltati tutti gli schemi e il mercato, volente o nolente, ha dovuto farsene una ragione.

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