Come leggere il report di un evolventimetro?

Senza entrare nel merito di aspetti eccessivamente tecnici, vorrei darvi due chiavi di lettura di questo documento: una più generale che, in linea di massima, viene adottata dai clienti; l’altra, più approfondita, che viene invece utilizzata dai produttori di componenti meccaniche.

Un paio di settimane fa scrivevo che produrre ingranaggi senza avere un evolventimetro è possibile, ma si finisce per non sapere esattamente cosa si è costruito e, soprattutto, in seguito, non è possibile dimostrare al cliente di aver rispettato il grado di qualità indicato a disegno.

Ma come leggere il report di un evolventimetro?

Il report di un evolventimetro è un documento piuttosto complesso ed elaborato.
Ora, senza entrare nel merito di aspetti eccessivamente tecnici, vorrei darvi due chiavi di lettura: una più generale che, in linea di massima, viene adottata dalla gran parte dei clienti; l’altra, più approfondita, che viene invece utilizzata dai produttori di componenti meccaniche (come MICROingranaggi).

Partiamo dalla PRIMA.

In linea di massima un cliente utilizza il report dell’evolventimetro per verificare che sia stato rispettato il grado di qualità richiesto a disegno.

Questo tipo di lettura generale consente infatti di rilevare velocemente se il documento riporta delle cifre evidenziate (in genere in rosso o in grassetto), che vanno a indicare il fuori tolleranza di un errore previsto dalla norma; ovvero di un errore spesso ragionevolmente trascurabile poiché nell’ordine di pochi micron, e che – di prassi – il costruttore comunica al cliente prima di fargli pervenire il report dell’evolventimetro.

Il SECONDO tipo di lettura, quella più approfondita, richiede invece conoscenze teoriche più avanzate.

Il report di un evolventimetro è infatti molto utile anche al costruttore dell’ingranaggio (oltre che al cliente), per individuare eventuali difettosità migliorabili e/o criticità da analizzare con attenzione.

È importante infatti tenere conto del fatto che l’evolventimetro consente di acquisire consapevolezza sulla qualità fornita dai propri macchinari di produzione, dagli utensili e dalle attrezzature per la presa pezzo. E questo fondamentalmente perché la qualità di un ingranaggio che un evolventimetro certifica è determinata da come lo si produce, dagli utensili impiegati e dai sistemi usati per tenere fermo il pezzo sulle macchine.

L’analisi quotidiana dei report dell’evolventimetro consente quindi di avere maggiore consapevolezza del livello produttivo dell’officina e della qualità operativa di ciascun macchinario.

Come la gran parte di voi saprà, infatti, non tutte le macchine sono uguali (neppure quelle gemelle) e conoscere esattamente il livello qualitativo che ciascuna di essere è in grado di raggiungere, può essere un grande aiuto nel decidere a quale tipo di produzione destinarle.

E, infine, l’ausilio di un evolventimetro permette anche di capire se e quando una macchina ha bisogno di una manutenzione straordinaria (consapevolezza altrimenti non percepibile).

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