Il ruolo del progettista meccanico nella realizzazione di un prodotto funzionante

La meccanica spesso si deve adattare a stretti vincoli dimensionali, senza però modificare ciò che le sta intorno, e, al tempo stesso, deve assicurare stabilità, corretta distribuzione dei carichi e delle forze in gioco e garantire con le proprie soluzioni la durata e l’esercizio del prodotto.

Chi si occupa di progettazione meccanica finisce prima o poi per trovarsi ad avere a che fare con una situazione abbastanza ricorrente: quella cioè di ricevere progetti già iniziati da altri, concepiti e sviluppati il più delle volte a comparti stagni da ciascuno dei vari attori del processo di sviluppo prodotto. La conseguenza?

Quasi sempre il progetto in questione non è stato considerato nel suo insieme.

Mi riferisco per esempio alla situazione di uno studio di design che ha lavorato solo all’architettura e alla parte estetica del prodotto. Oppure al progettista meccanico o all’ufficio di progettazione che finisce per essere vincolato a forme o parti già esistenti per motivi di vario genere (spesso economici). O ancora mi riferisco a casi in cui il progetto arriva direttamente da un titolare di azienda vincolato a una visione ormai obsoleta, inamovibile e, quel che è peggio, chiuso a qualsiasi idea innovativa.

La conseguenza più ostica da risolvere, in modo particolare per chi – come me – si occupa di ingegnerizzazione, finisce per essere quella legata alle responsabilità inerenti il funzionamento del prodotto (e quindi alla buona riuscita o meno del progetto). In altre parole: la meccanica spesso si deve adattare a stretti vincoli dimensionali, senza però modificare ciò che le sta intorno, e, al tempo stesso, deve assicurare stabilità, corretta distribuzione dei carichi e delle forze in gioco e garantire con le proprie soluzioni la durata e l’esercizio del prodotto.

La soluzione a questa situazione può apparire banale, scontata, ma è tutt’altro che semplice: si tratta del corretto dimensionamento dei componenti. Quindi: la scelta corretta degli articoli standard e/o della dimensione di quelli progettati.

Fortunatamente la natura del settore in cui opera MICROingranaggi fa sì che questo problema sia il più delle volte abbastanza semplice da risolvere: dal momento che le componenti meccaniche che produciamo sono miniaturizzate, risulta generalmente semplice coniugare la necessità meccanica con le forme e gli ingombri della struttura esterna (anche quando si tratta di progetti particolari).

Detto questo, accade comunque che ci venga chiesto di rimpicciolire ulteriormente: di recente per esempio ci è capitato che un cliente ci chiedesse di rifare uno stesso progetto, ma grande la metà, pesante la metà e con un costo dimezzato. Possibile? Dipende. Certamente è importante mettere in gioco creatività e buon senso.

Altre volte, infatti, è capitato di accorgersi che quello che serviva al cliente non fosse una vera e propria miniaturizzazione, bensì semplicemente il mettere in pratica l’antica arte di fare i calcoli: per esempio dimensionare correttamente un motore, perché quello scelto in prima istanza era semplicemente una soluzione dettata dall’abitudine.

Stefano Garavaglia

È il CEO di MICROingranaggi, nonché l'anima dell'azienda.
Per Stefano un imprenditore deve avere le tre C: Cuore, Cervello, Costanza.
Cuore inteso come passione per quello che fa, istinto e rispetto per il prossimo. Cervello inteso come visione, come capacità a non farsi influenzare da situazioni negative. Costanza perché un imprenditore non deve mai mollare.

Tutti i suoi articoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti

Come sta evolvendo il nostro MICROlab

Oggi MICROlab interviene dove manca una struttura. Costruisce strumenti, definisce processi, introduce indicatori. E poi lascia al reparto la possibilità di gestire autonomamente quel sistema.

I controlli rapidi più diffusi misurano bene. Ma solo quello che misurano

Il problema è riuscire ad avere ben chiaro cosa non misurano. Si tratta di un aspetto molto importante che deve tenere presente sia chi produce ingranaggi sia chi fa i controlli in ingresso.

In che modo la finitura superficiale dei denti influenza la durata di un ingranaggio

Una superficie più liscia non rappresenta sempre la soluzione ottimale. Nella tribologia degli ingranaggi esiste infatti un equilibrio tra rugosità superficiale, lubrificazione, materiale e condizioni di carico.